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Giardino di Boboli

Nato come giardino di Palazzo Pitti, si estende su una superficie di 45000 metri quadri, ed è l’esempio più illustre di giardino all’italiana, concepito anche come museo all’aperto, disseminato in ogni angolo di statue, sculture, opere d’arte, laghi artificiale, fontane, grotte ed edifici minori.

Il giardino fu iniziato nel XVI secolo, e fu sottoposto a svariati ampliamenti fino alle porte dell’ottocento. Alla sua progettazione assistettero un’insieme di personaggi illustri della scena artistica fiorentina dell’epoca: il Tribolo, Davide Fortini, G. Vasari, l’Ammannati, Buontalenti, solo per citarne alcuni.

Nella parte su cui si affaccia il retro di Palazzo Pitti, sorge un enorme anfiteatro, ottenuto scavando la pietrasanta utilizzata per la costruzione del palazzo. L’area fu dotata di scaloni, e arricchita da edicole e statue in marmo. Al centro la fontana dell’Oceano, che nel corso del XVII secolo fu spostata per permettere l’uso dell’anfiteatro per rappresentazioni e ricorrenze.

Nel 1790 il centro dell’anfiteatro fu arricchito dell’obelisco egiziano risalente al 1500 a.c., scoperto a Roma durante alcuni scavi e posto nel giardino di Villa Medici a Roma.

Oltre l’Anfiteatro, si erge la fontana del Nettuno realizzata alla metà del settecento.

Dalla parte opposta il Giardino del Cavaliere che si erge sopra un bastione facente parte delle fortificazioni cittadine del 1529: caratterizzato da siepi basse di forma geometrica, che racchiudono specie rare di rose e dalie; in esso troneggia il Casino del Cavaliere, realizzato nel XVII secolo, dalle superfici  dipinti con finte cornici e col cornicione decorato di statue.

Nel corso del settecento il giardino si arricchì di nuovi edifici: la Koffeehaus (padiglione in stile rococò sormontato da un’insolita cupola opera di Zanobi del Rosso), la Limonaia, e la Palazzina della Meridiana.

Uno dei posti più suggestivi del giardino è la vasca dell’Isola realizzata da Giulio Parigi, una grande vasca circolare con un’isola al centro collegata alla terraferma da due passerelle chiuse alle estremità da cancelli sostenuti da colonne.

La grotta grande fu realizzata dal Buontalenti: nelle nicchie laterali trovano posto le statue di Bacco e Cerere di Baccio Bandinelli, mentre agli angoli erano alloggiati i Prigioni di Michelangelo, ora sostituiti da calchi in cemento.